Road to Qatar 2022: GRUPPO A

ECUADOR

L’Ecuador si è assicurato il Mondiale a spese di Perù, Cile, Colombia e Paraguay mostrando nel suo percorso di qualificazione una grande solidità in fase difensiva con un gruppo giovane e intrigante.

I CONVOCATI
Portieri: Alexander Domínguez (Liga de Quito), Hernán Galindez (Aucas), Moisés Ramírez (Independiente del Valle)

Difensori: Piero Hincapié (Bayer Leverkusen), Robert Arboleda (San Paolo), Pervis Esupiñán (Brighton), Angelo Preciado (Gent), Jackson Porozo (Troyes), Xavier Arreaga (Seattle Sounders), Diego Palacios (Los Angeles FC), Félix Torres (Santos Laguna), William Pacho (Antwerp)

Centrocampisti: Carlos Gruezo (Augsburg), José Cifuentes (Los Angeles FC), Alan Franco (Talleres), Moisés Caicedo (Brighton), Angel Mena (Leon), Jeremy Sarmiento (Brighton), Jhegson Méndez (Los Angeles FC), Ayrton Preciado (Santos Laguna), Romario Ibarra (Pachuca), Gonzalo Plata (Real Valladolid)

Attaccanti: Djorkaeff Reasco (Newell’s Old Boys), Kevin Rodriguez (Ibabura), Enner Valencia (Fenerbahce), Michael Estrada (Cruz Azul)

L’Ecuador è stato di gran lunga la sorpresa del girone di qualificazione sudamericano e sembra una compagine assolutamente in grado di lasciare la propria impronta anche sul Mondiale ormai alle porte.

Mettendo in mostra una squadra ricca di prospetti interessanti, il c.t. Gustavo Alfaro è andato oltre le più rosee aspettative e ha centrato la qualificazione diretta alla rassegna iridata, sorprendendo nazionali che, almeno sulla carta, apparivano più attrezzate. Il percorso è stato caratterizzato da alcuni momenti da ricordare, fra questi il trionfo in Cile all’esordio, e si è concluso lasciandosi alle spalle avversarie quotate come Perù, Cile, Colombia e Paraguay, tant’è che il posto in Qatar è giunto senza neppure dover passare dal play-off intercontinentale.

Lo scorso aprile, il sorteggio dei gironi della prima fase è stato accolto con cauto ottimismo al quartier generale ecuadoriano. I sudamericani avranno l’onore di aprire le danze disputando il match inaugurale del torneo, domenica 20 novembre, quando affronteranno i padroni di casa del Qatar, per poi misurarsi con il Senegal e i Paesi Bassi nella corsa per un posto agli ottavi di finale. La formazione è solida, sbarazzina e può contare su alcuni giovani di sicuro talento che si stanno già mettendo in luce nel calcio europeo di alto livello; l’allenatore sa come ottenere il massimo da ciascuno dei suoi ragazzi e ha l’obiettivo di rendere l’Ecuador una nazionale sempre più forte e rispettata. Partendo da questi presupposti, La Tri punta sicuramente al passaggio del primo turno, poi si vedrà. Raggiungere la fase a eliminazione diretta significherebbe eguagliare il miglior risultato di sempre e un’eventuale successiva vittoria rappresenterebbe un record assoluto per il Paese.

Non sarà certamente una passeggiata, ma gli ecuadoriani sono convinti di potersi mettere in bella evidenza in terra araba. Sotto l’esperta guida di un tecnico di caratura mondiale, la squadra possiede le qualità necessarie per andare oltre il primo turno, ma per compiere un passo in più servirà migliorare l’efficacia nella trequarti campo avversaria. In ogni caso, le rivali sono tenute a prendere nota: l’Ecuador ha il potenziale per disputare un Mondiale di alto livello.

Le idee tattiche di Alfaro

Quando è riuscito a portare l’Ecuador in Qatar, il 60enne Gustavo Alfaro ha realizzato uno dei sogni della sua carriera. L’esperto tecnico nativo di Rafaela, in Argentina, dopo aver lavorato con profitto in patria, è stato ingaggiato da una Tri in difficoltà in seguito alla fallita qualificazione alla Coppa del Mondo FIFA Russia 2018. L’approdo di Alfaro sulla panchina ecuadoriana può essere visto come un connubio fra due animali feriti e con tanta voglia di vendicarsi. Dopo un periodo ricco di soddisfazioni alla guida del Boca Juniors, il regno di Alfaro era stato infatti interrotto in modo brusco dall’eliminazione dalla Coppa Libertadores 2019 a causa di una sconfitta in semifinale contro gli eterni rivali del River Plate.

L’arrivo del tecnico argentino ha dato il via a una rivoluzione in seno alla nazionale ecuadoriana. Alfaro è riuscito a riportare in gruppo alcuni giocatori che avevano smarrito il desiderio di lottare per la maglia dell’Ecuador e ha dato fiducia a un plotoncino di volti nuovi che si erano distinti nelle nazionali giovanili e nel campionato locale, con il vivaio dell’Independiente del Valle a rappresentare una fonte di talento particolarmente ricca. Il contagioso entusiasmo dei nuovi innesti e il contributo garantito da alcuni veterani di sicuro affidamento – fra i quali Enner Valencia – si sono combinati con il pragmatismo tattico dell’allenatore. Così ne è scaturita una formazione estremamente competitiva e innanzitutto solida in difesa, come da tradizione per le squadre di Alfaro. A quest’ultimo spetta ora il compito di incoraggiare la creatività e l’estro da parte dei giocatori più tecnici a sua disposizione, così da migliorare in fase offensiva.

L’Ecuador si è rivelato la sorpresa delle qualificazioni grazie a un sistema di gioco ben rodato e a un assetto tattico predisposto per mettere i talenti emergenti nelle condizioni di brillare. Dopo aver restituito l’orgoglio di rappresentare la nazionale ai giocatori che l’avevano perso, togliendo loro di dosso alcune etichette in precedenza affibbiate, Alfaro si è già guadagnato lo status di eroe e desidera conservarlo.


Il giocatore chiave: Moises Caicedo

L’avventura di Gustavo Alfaro sulla panchina dell’ Ecuador è coincisa con l’ascesa di Moises Caicedo. Il giovane centrocampista è il migliore interprete della sua nazionale e sarà sicuramente fra i più interessanti prospetti di un Mondiale al quale prenderà parte poco dopo aver festeggiato il suo ventunesimo compleanno.

Fra le prime decisioni prese dal c.t. argentino, al momento del suo insediamento, c’è stata proprio quella di affidare le chiavi della cabina di regia a Moises. Quest’ultimo, nel frattempo, dopo essere esploso con la maglia dell’Independiente del Valle, si era già trasferito in Europa. Nonostante il primo periodo trascorso al Brighton & Hove Albion non sia stato all’altezza, indirizzandolo a un prestito al Beerschot – club della massima serie belga – Alfaro ha sempre dato massima fiducia al suo pupillo che è ben presto diventato uno dei giocatori più influenti della nazionale.

Poi, cammin facendo, Caicedo si è affermato anche come uno dei più interessanti giovani della Premier League. Da giocatore versatile, Moises ha dimostrato di sapersi destreggiare in primis da centrocampista a tutto campo che detta il ritmo della manovra, ma di essere anche in grado di dispensare giocate di qualità giostrando su entrambe le fasce, indifferentemente. Caratteristiche che ne fanno uno dei segreti dell’ottimo Brighton di questo inizio stagione. Non a caso è corteggiato da numerosi top club europei, anche se il Chelsea sembra in pole position per garantirsi le sue prestazioni dopo l’arrivo sulla panchina dei Blues londinesi di Graham Potter, l’uomo che portò l’ecuadoriano a Brighton. Caicedo è il leader naturale di un Ecuador di cui è il perno del gioco e non sarebbe affatto sorprendente vedergli vincere il Premio di Miglior Giovane a Qatar 2022.

Da tenere d’occhio: Gonzalo Plata

Un altro ragazzo impostosi all’attenzione degli osservatori dopo essere cresciuto all’Independiente del Valle – proprio come l’appena citato Caicedo – è Gonzalo Plata, una delle tessere più importanti del mosaico di Gustavo Alfaro, anche perché vanta già esperienza in una rassegna iridata. La veloce ala ha fatto parte dell’Ecuador U-20 che nel 2019 ha vinto il Campionato Sudamericano Giovanile, mentre è stato premiato con il Pallone di bronzo adidas alla Coppa del Mondo FIFA U-20 Polonia 2019, dove ha contribuito in modo significativo al terzo posto ottenuto da La Tri, tant’è che le sue folgoranti prestazioni gli sono valse il passaggio ai portoghesi dello Sporting Lisbona.

In seguito, Plata è passato agli spagnoli del Real Valladolid e nel frattempo ha consolidato il suo status di titolare in nazionale realizzando tre gol e altrettanti assist durante le qualificazioni alla Coppa del Mondo. Inarrestabile nell’uno contro, il ragazzo di Guayaquil è in grado da solo di mettere in difficoltà le difese avversarie con il suo notevole repertorio tecnico. Ben focalizzato sulle questioni di campo, Plata ha lavorato duramente per aggiungere creatività alle sue giocate e ha migliorato la sua visione di gioco per garantire il maggior numero di palle-gol possibili ai compagni di squadra. L’Ecuador necessita del suo talento per risolvere alcuni evidenti sintomi di scarsa pericolosità offensiva già manifestatisi nell’ultimo periodo.

PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3): Dominguez; Preciado, Hincapie, Porozo, Estupinan; Franco (Cifuentes), Greuzo, Caicedo; Plata, Valencia, Ibarra

OLANDA

La rosa composta dal tecnico Van Gaal sarà composta principalmente da giocatori senza alcuna esperienza al Mondiale.

I CONVOCATI
Portieri: Justin Bijlow (Feyenoord), Andries Noppert (Heerenveen), Remko Pasveer (Ajax)

Difensori: Virgil van Dijk (Liverpool), Nathan Aké (Manchester City), Daley Blind (Ajax), Jurrien Timber (Ajax), Denzel Dumfries (Inter), Stefan de Vrij (Inter), Matthijs de Ligt (Bayern Monaco), Tyrell Malacia (Manchester United), Jeremie Frimpong (Bayer Leverkusen).

Centrocampisti: Frenkie de Jong (Barcellona), Steven Berghuis (Ajax), Davy Klaassen (Ajax), Teun Koopmeiners (Atalanta), Marten de Roon (Atalanta), Kenneth Taylor (Ajax), Xavi Simons (PSV Eindhoven)

Attaccanti: Memphis Depay (Barcellona), Steven Bergwijn (Ajax), Vincent Janssen (Anversa), Luuk de Jong (PSV Eindhoven), Noa Lang (Club Brugge), Wout Weghorst (Besiktas).

Costruita attorno alla colonna vertebrale formata dal centrale di difesa Virgil Van Dijk e dall’elegante regista arretrato Frenkie De Jong, l’Olanda ha vinto il suo girone di qualificazione perdendo una sola gara su dieci ed eliminando avversarie pericolose come Turchia e Norvegia. La squadra di Van Gaal si presenta a Qatar 2022 come una delle più in forma in assoluto. Imbattuta in sei gare di UEFA Nations League, competizione nella quale ha anche ottenuto doppie vittorie contro Belgio e Galles, l’Olanda non perde dal 27 giungo 2021, quando la Repubblica Ceca la eliminò a sorpresa agli ottavi di finale di UEFA EURO 2020.

L’approccio e le idee tattiche di Van Gaal

Van Gaal è uno degli allenatori più vincenti e longevi in circolazione. Dallo stile diretto e poco avvezzo ai compromessi, il ct dell’Olanda è bravo nel costruire squadre solide e tatticamente molto attente, basate solitamente su un 4-3-3 piuttosto offensivo. Detto questo, nel recente passato non ha disdegnato nemmeno di utilizzare il 3-4-1-2. La Federcalcio Olandese gli ha affidato per la terza volta la panchina della nazionale ad agosto 2021, in sostituzione di Frank de Boer, uscito troppo presto e in malo modo da UEFA EURO 2020. Una scelta evidentemente lungimirante, alla luce di quanto visto nell’ultimo anno abbondante: dal giorno del suo insediamento, gli Oranije non hanno più perso alcuna partita. In Qatar il 71enne allenatore, che in primavera ha dichiarato di doversi sottoporre a specifici trattamenti a causa di un cancro alla prostata, sarà di certo uno dei più esperti in assoluto.

Il giocatore chiave: Frenkie de Jong

De Jong è uno dei centrocampisti più eleganti e talentuosi del panorama calcistico internazionale, capace di prendere sempre la decisione giusta, anche se sotto pressione. L’olandese gioca di fronte alla difesa ed è spesso il primo a ricevere il pallone dai suoi compagni più arretrati. Il suo compito è costruire il gioco da dietro e collegare i vari reparti della squadra, portando la sfera palla al piede oppure servendola a compagni più avanzati. De Jong è un prodotto delle giovanili dell’Ajax, un gioiello purissimo capace di sbilanciare qualsiasi difesa avversaria, tanto coi suoi lanci in profondità quanto coi sui dribbling negli uno contro uno. La forma di De Jong sarà vitale per le ambizioni della squadra di Van Gaal in Qatar: se sta bene lui, è tutta l’Olanda a girare come un orologio.

Da tenere d’occhio: Cody Gakpo

È raro vedere ali di statura elevata, ma è esattamente ciò che rende speciale Gakpo. Alto 1,87m, l’esterno sinistro offensivo del PSV Eindhoven è finito sul taccuino di molti dei principali club europei in virtù del suo stile di gioco aggressivo e diretto. Dal suo debutto a UEFA EURO 2020, il Giocatore Olandese dell’Anno 2021/2022 ha già realizzato tre reti in nazionale, tra cui quella decisiva contro la Polonia nella sfida di UEFA Nations League del settembre 2022. Il ragazzo è in gran forma e in ottica Qatar vengono riposte su di lui numerose aspettative. Nonostante il recente 3-4-1-2 adottato da Van Gaal sia tutt’altro che perfetto per le caratteristiche di Gakpo e per come interpreta il suo ruolo a livello di club, l’ala del PSV Eindhoven ha già dimostrato di poter anche giocare da numero 10 alle spalle di una punta centrale.

PROBABILE FORMAZIONE (3-4-1-2): Pasveer; De Ligt, Van Dijk, Akè; Dumfries, Koopmeiners, F. De Jong, Blind; Gakpo; Bergwijn, Depay.

SENEGAL

20 anni dopo Corea/Giappone 2002, la generazione di Mané spera di emulare i quarti di finale conquistati da El-Hadji Diouf e compagni.

I CONVOCATI
Portieri: Edouard Mendy (Chelsea), Alfred Gomis (Rennes), Seny Dieng (Queen’s Park Rangers).

Difensori: Kalidou Koulibaly (Chelsea), Pape Abou Cissé (Olympiacos), Abdou Diallo (Lipsia), Fode Ballo-Touré (Milan), Youssouf Sabaly (Betis), Ismail Jakobs (Monaco), Formose Mendy (Amiens).

Centrocampisti: Cheikhou Kouyaté (Nottingham Forest), Pape Matar Sarr (Tottenham), Pape Gueye (Marsiglia), Nampalys Mendy (Leicester), Idrissa Gueye (Everton), Moustapha Name (Pafos), Loum Ndiaye (Reading), Krepin Diatta (Monaco), Pathe Ciss (Rayo Vallecano)

Attaccanti: Sadio Mané (Bayern Monaco), Ismalia Sarr (Watford), Bamba Dieng (Marsiglia), Boulye Dia (Salernitana), Famara Diedhiou (Alanyaspor), Iliman Ndiaye (Sheffield United), Nicolas Jackson (Villarreal).

Il Senegal campione d’Africa in carica arriva in Qatar determinato a fare bene. Eliminato al termine della fase a gruppi di Russia 2018, negli ultimi quattro anni i Leoni della Teranga sono cresciuti in qualità ed esperienza. L’obiettivo è centrare un risultato migliore di quello ottenuto nel 2002, quando la nazionale africana si spinse fino ai quarti di finale nell’edizione di Corea e Giappone. A distanza di vent’anni, la Coppa del Mondo FIFA si disputa nuovamente in Asia: un segno propizio per i tanti superstiziosi che considerano la nazionale senegalese di oggi la migliore che il paese abbia mai avuto. Lo testimonia anche il fatto che dal 2018, la finale di UEFA Champions League ha sempre visto la partecipazione di almeno un giocatore senegalese: Sadio Mané nel 2018, 2019 e 2022 con il Liverpool, Idrissa Gana Gueye e Abdou Diallo nel 2020 con il Paris Saint-Germain ed Edouard Mendy nel 2021 con il Chelsea. Inoltre, la stabilità del progetto è garantita dal ct Aliou Cissé, che lo guida dal 2015. A lui quindi il compito di scrivere un’altra bellissima pagina del calcio senegalese.

Lo stile e le idee tattiche di Aliou Cissé 

Soprannominato “Il Tattico” da Macky Sall, il Presidente della Repubblica del Senegal, Aliou Cissé è l’uomo più rappresentativo nella storia del calcio del suo paese. Capitano della nazionale alla Coppa del Mondo FIFA 2002 e ct in quella 2018, è stato lui a guidare i Leoni della Teranga al primo titolo assoluto di campioni d’Africa nel 2021. Ovviamente, sarà nuovamente lui a sedere sulla panchina del Senegal a Qatar 2022. Aliou Cissé è un uomo pragmatico. Le fondamenta della sua squadra si basano sulla solidità difensiva, anche contro quelle avversarie dominate in campo dal punto di vista del gioco.

Il Senegal gioca solitamente con un 4-3-3, modulabile in un 4-2-3-1, con ali rapide e un solido centrocampo in mezzo. Per evitare che la squadra si allunghi troppo o si trovi spaccata in due, Cissé non rinuncia mai a un mediano basso davanti alla difesa. “Il nostro ct è un vero leader, e noi siamo la sua truppa,” ha dichiarato Abou Diallo. C’è molta complicità con i suoi “ragazzi”, com’è solito definirli lui: è questo forse un aspetto preciso della filosofia di Aliou. “Il fatto che sia stato il capitano della nazionale lo rende molto credibile. Noi tutti lo ascoltiamo sempre con la massima attenzione,” ha concluso il difensore senegalese.

Giocatore chiave : Sadio Mané 

“Ma c’è ancora bisogno di presentazioni?”, ha scherzato Abdou Diallo riferendosi al suo compagno. A trent’anni, Sadio Mané ha un palmares a livello di club davvero invidiabile: nel 2019 ha vinto la UEFA Champions League e nel 2020 il titolo di campione d’Inghilterra con il Liverpool. Trasferitosi in estate al Bayern Monaco, il calciatore nato Bambali è stato accolto con grande calore dai tifosi della squadra bavarese, ben consci delle sue qualità. “Per noi è un giocatore chiave, che fa la differenza e che ci può far vincere qualsiasi partita. Ci attende un mese molto intenso alla Coppa del Mondo, nel quale avremo sicuramente bisogno di giocatori geniali come lui, in grado di decidere le partite. Sadio è esattamente questo,” ha aggiunto Abdou Diallo. Giocatore polivalente, il numero 17 del Bayern può giocare sia da attaccante esterno, sia da centravanti. Nel gioco del Senegal, la sua velocità e le sue percussioni sono fattori fondamentali. “Sadio Mané è molto generoso e fa di tutto per raggiungere i suoi obiettivi,” ha detto Abdou Diallo. E dopo aver vinto la Coppa delle Nazioni Africane a febbraio, il giocatore cresciuto nelle fila dell’AS Génération vuol far sognare i suoi tifosi anche in Qatar.

Da tenere d’occhio: Nampalys Mendy 

Rivelazione dell’ultima Coppa delle Nazioni Africane, Nampalys Mendy ha sorpreso persino il suo ct: “È esattamente ciò che ci mancava,” ha detto di lui Aliou Cissé dopo i quarti di finale vinti contro la Guinea Equatoriale. All’interno della rosa del Senegal, Nampalys Mendy offre soluzioni di gioco diverse dai suoi compagni. Il suo ruolo è quello di perno basso di fronte alla difesa, in grado di recuperare palloni ma anche di gestirli con intelligenza per i compagni: è difatti il mediano del Leicester a dettare i tempi di gioco della sua squadra. Il 30enne nativo di Seyne-sur-Mer giocherà in Qatar la sua prima Coppa del Mondo: l’età è quella giusta per non avere alcuna paura e fare bene anche lì.

PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3): Mendy; Sabaly, Koulibaly, Diallo, Ballo-Tourè; I. Gueye, P. Gueye, P. Sarr; I. Sarr, Dia, Manè.

QATAR

Campione d’Asia, debuttante alla Coppa del Mondo FIFA, nazione ospitante, cenerentola del torneo? Alla vigilia del mondiale casalingo, sono molte e molto diverse le opinioni sul Qatar.

I CONVOCATI
Portieri: Saad Al Sheeb (Al-Sadd), Meshaal Barsham (Al-Sadd), Yousuf Hassan (Al-Gharafa).

Difensori: Pedro Miguel (Al-Sadd), Musaab Khidir (Al-Sadd), Tarek Salman (Al-Sadd), Bassam Al- Rawi (Al-Duhail), Khoukhi Boualem (Al-Sadd), Abdelkarim Hassan (Al-Sadd), Ismaeel Mohammad (Al-Duhail), Al Amin Homam (Al-Gharafa).

Centrocampisti: Jassim Jabir (Al-Arabi), Ali Asad (Al-Sadd), Mohammed Waad (Al-Sadd), Salem Al Hajri (Al-Sadd), Assim Madibo (Al-Duhail), Mustafa Meshaal (Al-Sadd), Karim Boudiaf (Al-Duhail), Abdulaziz Hatim (Al Rayyan).

Attaccanti: Akram Afif (Al-Sadd), Hassan Al Haydos (Al-Sadd), Almoez Ali (Al-Duhail), Mohammed Muntari (Al-Duhail), Ahmed Alaa (Al-Gharafa), Naif Al Hadhrami (Al Rayyan), Khalid Muneer (Al-Wakra).

Comunque vada scriverà un’importante pagina di storia del gioco del calcio. È infatti dal 1934, allora fu proprio l’Italia, che una squadra che non si è mai qualificata a un Mondiale ha l’opportunità di organizzarlo. Il Qatar vorrà inoltre evitare quanto successo al Sudafrica nel 2010, quando i gialloverdi diventarono l’unica nazione ospitante a non superare la fase a gironi. Non sarà però facile, perché tra le partecipanti alla prossima Coppa del Mondo solo Arabia Saudita e Ghana ricoprono una posizione più bassa del Qatar nel FIFA World Ranking per nazionali. Fino al 2019 il Qatar non aveva nemmeno mai superato i quarti di finale della Coppa d’Asia, ma tre anni fa la squadra guidata da Felix Sanchez ha sorpreso tutti, centrando meritatamente il primo titolo di campione continentale. In quel torneo i qatarioti segnarono ben 16 reti, subendone appena due, e batterono quattro ex squadre campioni d’Asia come Arabia Saudita, Iraq, Repubblica di Corea e Giappone. Non avendo partecipato alle qualificazioni mondiali, in qualità di paese ospitante, negli ultimi due anni il Qatar ha partecipato alla CONMEBOL Copa America di Brasile 2019, alla CONCACAF Gold Cup 2021 e alla FIFA Arab Cup Qatar 2021, raggiungendo le semifinali in entrambe le ultime due manifestazioni. Sarà tanta la pressione sulle spalle di una generazione di giocatori che ha vissuto un’intera carriera in preparazione a Qatar 2022. Ma nel calcio tutto è possibile, anche alla luce del numeroso pubblico che spingerà la nazionale di casa dagli spalti.

Lo stile e la tattica di Sanchez

Sanchez è giunto alla Aspire Academy nel 2006, poco dopo la sua fondazione, direttamente dalla Masia blaugrana. Una volta avuta la certezza di ospitare la Coppa del Mondo FIFA 2022, il Qatar ha assegnato a lui il compito di formare la generazione di giovani calciatori che avrebbero poi preso parte alla rassegna iridata. Passo dopo passo, Sanchez è riuscito a formare una squadra a sua immagine e somiglianza. Capace di vincere la Coppa d’Asia AFC under 19 nel 2014, alla guida della nazionale maggiore lo spagnolo ha miscelato gioventù ed esperienza, formando un gruppo solido e unito che guarda con fiducia a Qatar 2022. Sanchez predilige una difesa a cinque, in modo da garantire la massima sicurezza dietro. Se il tecnico ha spesso fatto esperimenti a centrocampo e in attacco, la coppia formata da Akram Afif e Almoez Ali rimane di centrale importanza per la manovra offensiva della squadra. I due sono stati impiegati assieme in un attacco a due punte, oppure Ali come centravanti e Afif largo a sinistra, con capitan Hassan Al Haydos sulla fascia opposta. Il Qatar lascia spesso il pallino del gioco in mano agli avversari, anche a quelli sulla carta inferiori. Durante la Coppa d’Asia AFC 2019, la squadra di Sanchez ha avuto un possesso medio del 49%, terminando fuori dalla top 10 del torneo in questa speciale classifica. Nella Gold Cup 2021 tale media si è abbassata al 45%, la decima più alta tra quelle delle squadre partecipanti. La natura cinica della squadra è confermata pienamente dal 39% di possesso palla avuto durante la finale della Coppa d’Asia AFC 2019, vinta per 3-1 contro il Giappone, o dal 49% nel 4-0 contro i padroni di casa degli Emirati Arabi Uniti.

Il giocatore chiave: Almoez Ali

Tale stile di gioco lascia immaginare che le opportunità in favore degli attaccanti non debbano essere numerose, specialmente contro avversarie del calibro di Ecuador, Senegal e Olanda, che assieme al Qatar formano il Gruppo A. Ancora più importante sarà quindi il fiuto del gol di Ali, che a 26 anni e con 39 gol è già il terzo giocatore più prolifico di sempre del suo paese, a tre lunghezze da Mansour Muftah. Nel 2021 Ali è diventato il secondo giocatore di sempre dopo il messicano Luis Hernandez a vincere il titolo di capocannoniere di due competizioni continentali diverse, avendo segnato nove reti alla Coppa d’Asia AFC 2019 e quattro alla CONCACAF Gold Cup 2021. Dopo le parentesi europee in Austria e Spagna, Ali milita oggi nella compagine qatariota del Al Duhail, attualmente allenata da uno dei più forti attaccanti di sempre, l’argentino Hernan Crespo.

Da tenere d’occhio: : Homam Al-Amin

“Squadra che vince non si cambia” è una regola non scritta, ma che nel calcio funziona solitamente molto bene. Il fatto quindi che nel 2020 Sanchez abbia inserito questo ragazzo di appena 20 anni nella formazione che si era da poco laureata campione d’Asia lascia intuire quanto importante sia per lui. Al-Amin si è imposto alla stessa velocità con la quale solitamente sfreccia sulla fascia mancina. Di ruolo terzino, il ragazzo è cresciuto nell’Aspire Academy, ha trascorso un anno in Belgio all’Eupen ed è poi rientrato nel suo paese nelle fila dell’Al Gharafa, costringendo il suo tecnico a spostare Abdelkarim Hassan, giocatore asiatico dell’anno 2018, da terzino sinistro a centrale di sinistra. Con oltre 20 presenze in nazionale maggiore all’attivo, Al-Amin darà il massimo per dimostrare a tutti che il suo ct ha avuto pienamente ragione. Attenzione però alla mancanza di esperienza, una sfida che dovrà vincere pur senza rinunciare alle sue proverbiali galoppate.

PROBABILE FORMAZIONE (3-5-2): Al-Sheeb; Salman, Al-Rawi, Khoukhi; Pedro Miguel, Hatem, Asad, Boudiaf, Ahmed; Afif, Almoez.