Road to Qatar 2022: GRUPPO F

BELGIO

Terzi classificati a Russia 2018, i Diavoli Rossi hanno grandi ambizioni per il Mondiale in Qatar, grazie a giocatori di talento e a un condottiero come Roberto Martínez.

Guidati dal c.t. Roberto Martínez, il cui approdo in panchina nell’agosto 2016 ha aperto nuovi e più ambiziosi orizzonti, i belgi puntano a vincere la Coppa del Mondo FIFA Qatar 2022.

La storica medaglia di bronzo guadagnata in Russia nel 2018 è un punto di partenza per i Diavoli Rossi che in Qatar scenderanno in campo per aggiudicarsi il loro primo titolo mondiale.

La rosa belga può in effetti contare su talenti eccezionali che brillano nei loro club ogni fine settimana, fra questi Thibaut Courtois (vincitore della UEFA Champions League 2022 con il Real Madrid e miglior portiere ai Mondiali nel 2018), Kevin De Bruyne (quattro volte campione d’Inghilterra con il Manchester City) e non ultimo Romelu Lukaku (Scarpa di bronzo ai Mondiali 2018).

Qualificati agevolmente a Qatar 2022, con sei vittorie e due pareggi, i belgi hanno mancato l’accesso alle Final Four della UEFA Nations League a settembre, continuando però ad offrire buone prestazioni. 

L’allenatore: Roberto Martínez

Dopo aver collaudato il modulo 3-4-3 quando sedeva sulla panchina del Wigan Athletic, dove era diventato una bandiera del club da calciatore e aveva vinto la FA Cup nel 2013 da allenatore, il c.t. spagnolo del Belgio è rimasto fedele al suo sistema di gioco: due trequartisti dietro una prima punta e le scorribande degli esterni a creare grattacapi agli avversari sulle corsie laterali. Un altro accorgimento tattico dei Diavoli Rossi consiste nel fare avanzare di qualche metro gli avversari, prima di partire con l’applicazione del pressing.

I suoi giocatori sono entusiasti dei suoi principi tattici e del rapporto che è riuscito a instaurare con il gruppo. “Ha due qualità: è determinante sia fuori che dentro al campo”, ha dichiarato il difensore centrale Jan Vertonghen ” È davvero bravo nella gestione, sia che si tratti della nazionale che del calcio belga in generale. Ha dimostrato di saper creare una coesione di gruppo, con personalità e talenti dalla caratteristiche diverse, cosa non sempre facile”.

Giocatore chiave: Kevin De Bruyne

Il Belgio ha diversi giocatori di talento, ma in cima al gruppo si colloca sin da ora Kevin De Bruyne che ha letteralmente sbaragliato la concorrenza negli ultimi anni, regalando prestazioni eccellenti, partita dopo partita. Tutti quelli che lo conoscono, concordano sul fatto che sia un calciatore di un altro pianeta.

“È il più forte centrocampista del mondo in questo momento”, ha commentato entusiasta il c.t. Roberto Martinez. “La sua lettura delle situazioni di gioco, la sua capacità di interpretare i concetti di spazio e tempo, la sua freddezza davanti alla porta avversaria, sono davvero disarmanti”.

“È un mago”, ribadisce il compagno di squadra Axel Witsel in un’intervista ai FIFA Studios. ” È un privilegio giocare con lui. Vede cose che nessun altro vede. E lo fa ormai da molti anni, è semplicemente straordinario”.

“Kevin è uno dei giocatori migliori che io abbia mai visto”, conclude Guardiola in un’intervista rilasciata a The Independent. “È un giocatore di grande, grandissima qualità”.

Da tenere d’occhio: Charles de Ketelaere

Charles de Ketelaere ha solo 21 anni, ma è uno dei giovani più promettenti del panorama calcistico mondiale. Centrocampista offensivo, alto 1,92 metri, ora è in forza al Milan che lo ha ingaggiato quest’estate per 35 milioni di euro dopo una strepitosa stagione con il Bruges.

De Ketelaere può ricoprire tutti ruoli a supporto dell’attacco: sia a sinistra che a destra, da classico numero dieci, dietro alla punta o come “falso nueve”. In più sa far girare la testa agli avversari con spettacolari dribbling in spazi stretti.

Hazard, Lukaku, Michy Batshuayi e De Bruyne restano difficili da spodestare nelle gerarchie del gruppo, ma De Ketelaere è una valida opzione in un torneo in cui Martinez dovrà utilizzare al meglio tutti gli elementi a sua disposizione.

I CONVOCATI
Portieri: Casteels (Wolfsburg), Courtois (Real Madrid), Mignolet (Bruges).

Difensori: Alderweireld (Anversa), Debast (Anderlecht), Faes (Leicester), Theate (Rennes), Vertonghen (Anderlercht), Castagne (Leicester), Meunier (Dortmund).

Centrocampisti: Carrasco (Atletico Madrid), T. Hazard (Dortmund), De Bruyne (Mancheser City), Dendoncker (Aston Villa), Onana (Everton), Tielemans (Leicester), Vanaken (Bruges), Witsel (Atletico Madrid), De Ketelaere (Milan), Doku (Rennes), E. Hazard (Real Madrid).

Attaccanti: Mertens (Galatasaray), Trossard (Brighton), Batshuayi (Fenerbahce), Openda (Lens), Lukaku (Inter).

PROBABILE FORMAZIONE (3-4-3): Courtois; Dendoncker, Alderweireld, Vertonghen; Castagne, Witsel, Tielemans, Carrasco; De Bruyne, Lukaku, E. Hazard.

CANADA

C’è curiosità per ammirare i frutti del lavoro del c.t. John Herdman. Alphonso Davies e Jonathan David sono due pedine fondamentali.

Al commissario tecnico John Herdman sono state affidate le speranze calcistiche di un’intera nazione e lui le sta “soppesando” pensieroso e sognante, quasi fossero le fiches di un casino. Il “suo” Canada torna dopo 36 anni fra le insidie di un Mondiale e il tavolo da gioco attende la scommessa: potrebbe considerarsi vinta se a Qatar 2022 arrivassero semplicemente il primo gol e il primo risultato utile dei canadesi nell’intera storia della rassegna iridata? La risposta di Herdman a questo interrogativo è assolutamente negativa. Il 47enne tecnico britannico, nonostante sia consapevole di essere stato inserito nello stesso girone delle medaglie d’argento e di bronzo a Russia 2018, è convinto che l’obiettivo dei suoi ragazzi debba essere quello di accedere alla fase a eliminazione diretta. Recentemente, Herdman ha spiegato: “Quando Belgio e Croazia sono uscite dall’urna, ci siamo sfregati le mani, dicendoci che sarebbe stata un’esperienza eccezionale per il nostro calcio. L’idea è di lasciare i ragazzi quanto più possibile liberi di esprimersi, così da vederli entrare in campo contro i De Bruyne, i Lukaku e i Modric con il gusto di superare i propri limiti al cospetto di icone del calcio mondiale. Da allenatore, so bene di poter diventare un eroe se le cose andranno come speriamo, ma sono anche consapevole di come il fallimento sia dietro l’angolo”.

L’allenatore: John Herdman

Il tecnico nativo di Consent, cittadina della contea inglese di Durham nel Regno Unito, ha sperimentato diversi schieramenti tattici in passato, ma tenendo in considerazione le ultime due amichevoli sembra aver virato sul 3-4-1-2, con Davies libero di agire alle spalle del duo d’attacco formato da David e Larin. Il sistema di gioco si basa su due centrocampisti centrali che si prodigano a protezione della difesa e consentono ai due esterni di salire a supporto del trio offensivo. Il gioco di rimessa è una delle chiavi tattiche del Canada e Herdman continua a ribadire di volere che “i ragazzi si sentano liberi di esprimere il loro potenziale” senza troppi vincoli tattici e mentali.

Il giocatore chiave: Alphonso Davies

Lo chiamano ‘Road Runner’. È un fulmine con gli scarpini da calcio ai piedi che esalta gli spettatori e terrorizza gli avversari in egual misura. Herdman è convinto che il suo piccolo Canada possa contare su un giocatore che non solo farebbe parte, ma sarebbe anche uno dei principali protagonisti, di ciascuna delle più forti nazionali del mondo. A soli 21 anni d’età, il ragazzo di origini liberiane è già il calciatore più vincente nella storia del calcio canadese. Battezzato con l’ingombrante appellativo di “fenomeno” da un certo Thomas Muller, compagno di squadra al Bayern Monaco, Davies nel suo club agisce da esterno sinistro di difesa, ma in nazionale sarà schierato più avanti – “dove potrà creare più grattacapi agli avversari” – secondo Herdman.

Da tenere d’occhio: Jonathan David

Affidarsi esclusivamente a Davies è chiaramente un rischio, ma anche Jonathan David è un profilo di caratura internazionale sul quale contare per essere competitivi al Mondiale. Il suo ex allenatore Christophe Galtier ha descritto il suo pupillo ai tempi del Lilla, come “uno degli attaccanti più difficili da marcare che io abbia mai conosciuto” e in effetti non è difficile essere messi in difficoltà dalla velocità del ventiduenne canadese, nato a New York e in possesso della cittadinanza statunitense. Sin dal suo arrivo in Francia nel 2020, David è andato a segno con continuità con la maglia dei Les Dogues, totalizzando nel frattempo anche 22 gol in 34 partite con il Canada. È sintonizzato sulla stessa frequenza d’onda di Davies e insieme a lui è in grado di far saltare i dispositivi difensivi avversari. Il suo soprannome è ‘The Iceman’ e chissà se in Qatar riuscirà a gelare qualche difensore avversario, dando un mano alla sua nazionale nel ribaltare i pronostici…

I CONVOCATI
Portieri: Milan Borjan, James Pantemis, Dayne St.Clair
Difensori: Sam Adekugbe, Derek Cornelius, Alistair Johnston, Richie Laryea, Kamal Miller, Steven Vitoria, Joel Waterman
Centrocampisti: Stephen Eustaquio, Liam Fraser, Mark-Anthony Kaye, Ismail Kone, Jonathan Osorio, Samuel Piette, David Wotherspoon
Attaccanti: Tajon Buchanan, Lucas Cavallini, Jonathan David, Alphonso Davies, Junior Hoilett, Cyle Larin, Liam Miller, Ike Ugbo

PROBABILE FORMAZIONE (4-4-2): Borjan; Johnston, Waterman, Miller, Adekugbe; Buchanan, Osorio, Eustaquio, Davies; David, Larin.

MAROCCO

Per la sesta Coppa del Mondo FIFA della sua storia, la selezione marocchina si affiderà a un nuovo allenatore: Walid Regragui, nominato pochi mesi fa. I marocchini proveranno ad affidarsi al parigino Achraf Hakimi, già presente a Russia 2018 ma anche a Sofiane Boufal.

Il Marocco si prepara a quella che sarà la sua sesta Coppa del Mondo FIFA, con l’avvento di Walid Regragui in qualità di nuovo Commissario Tecnico. Tuttavia, sarebbe ingiusto non riconoscere i meriti del suo predecessore, il bosniaco Vahid Halilhodzic, che ha portato i Leoni dell’Atlante in Qatar con il miglior bilancio di qualsiasi nazionale africana nella fase di qualificazione. 

Il Marocco è stata l’unica formazione africana con un percorso netto nella fase di qualificazione, in cui ha vinto le sue sei partite contro Guinea, Guinea-Bissau e Sudan. Nella terza fase ha affrontato la Repubblica Democratica del Congo, spazzandola via con un comodo 5-2 globale tra andata e ritorno. 

Viste da fuori queste vittorie potevano indicare che tutto andava bene, ma la realtà non era così “rose e fiori”. Un clima teso aleggiava sulla squadra, ed il malcontento dei tifosi è esploso quando Vahid Halilhodzic ha escluso le stelle principali della nazionale quali Hakim Ziyech (Chelsea) e Noussair Mazraoui (Bayern Monaco). I sostenitori contestavano anche lo stile di gioco del tecnico bosniaco, che alcuni consideravano noioso e prevedibile. 

Tutta questa pressione pubblica, unita alla forte pressione mediatica, ha significato il capolinea per Halilhodzic, che si è dimesso dalla Reale Federazione calcistica del Marocco ad agosto. Non è stata la prima volta per il bosniaco, che era già stato esonerato dalla Costa d’Avorio (nel 2010) e dal Giappone (nel 2018) sebbene avesse portato entrambe le nazionali ai Mondiali.

Se c’è un aspetto positivo in questa situazione, è il ritorno dell’entusiasmo tra i giocatori a poche ore dal fischio d’inizio in Qatar. I tifosi hanno accolto a braccia aperte Walid, che si mette al timone dei Leoni dell’Atlante dopo i suoi recenti successi con il Wydad di Casablanca, che ha portato alla conquista del titolo marocchino e della Champions League Africana nella scorsa stagione.  

Ma rimangono molti dubbi e tutti si domandano quale nazionale marocchina giungerà in Qatar con Regragui alla guida, che stile di gioco adotterà, e a quali giocatori si affiderà per disputare il Gruppo F. 

La filosofia di gioco di Regragui

Walid Regragui nel corso della sua carriera ha dimostrato di essere flessibile in quanto a tattica e filosofia di gioco. Tuttavia, durante la sua recente parentesi con il Wydad, si è dimostrato un allenatore relativamente conservatore, che prediligeva il risultato alle prestazioni. Naturalmente, ciò non gli ha impedito di vincere nelle occasioni più importanti, come dimostrato dalla sua squadra nella finale della Champions League Africana contro l’Al Ahly lo scorso maggio. 

Vista la costante evoluzione nello stile di gioco di Regragui, potremmo vedere i Leoni dell’Atlante schierati in una miriade di formazioni diverse in questo Mondiale, a seconda del gioco del rivale. Una cosa è chiara: l’allenatore marocchino dispone degli strumenti idonei per plasmare una squadra a suo piacimento, sia difensivamente che offensivamente. 

Nei suoi primi due incontri alla guida del Marocco, contro Cile e Paraguay, Regragui ha proposto un modulo 4-3-3 offensivo. Ha incoraggiato la sua squadra a giocare con una linea avanzata, pressare nella metà campo avversaria (facendo affidamento soprattutto sugli esterni Achraf Hakimi e Noussair Mazraoui), mantenere un centrocampo compatto, e ripiegare in collettivo non appena cambia il possesso palla.

Contro il Cile, il Marocco ha giocato con atteggiamento offensivo. Il commissario tecnico non si è voluto adattare al gioco del rivale, ed i Leoni dell’Atlante hanno cercato di imporre il proprio gioco grazie a calciatori tecnicamente dotati come Hakim Ziyech, Azzedine Ounahi, Sofiane Boufal e Selim Amallah, sia a centrocampo che in attacco. 

Tuttavia, i due problemi principali che deve affrontare Regragui, sono la mancanza di lucidità nell’area avversaria e i difensori chiave assenti per infortunio. La compagine nordafricana è da tempo alla ricerca di un finalizzatore concreto; in quest’ottica, Youssef En Nesyri sta attraversando un periodo negativo e non si è dimostrato la soluzione idonea per curare la sterilità offensiva del Marocco. 

Giocatore chiave : Achraf Hakimi

Hakimi ha avuto un ruolo fondamentale nel Marocco degli ultimi anni, ed è una delle pedine indiscutibili della rosa. Le sue prestazioni nella scorsa Coppa d’Africa e nella fase di qualificazione ai mondiali hanno messo in risalto l’importanza del laterale del Paris Saint-Germain per la sua nazionale.

Il giocatore nato a Madrid, che compirà 24 anni a ridosso del Mondiale, vanta una grande esperienza internazionale, sin da Russia 2018. Attualmente è il protagonista chiamato ad essere decisivo, con la sua folgorante velocità sulla fascia destra o con la sua abilità nei calci piazzati. 

Da tenere d’occhio : Sofiane Boufal

Se Achraf Hakimi è la stella più popolare del Marocco, Sofiane Boufal è considerato il più dotato di talento. È capace di creare magicamente occasioni dentro e a ridosso dell’area avversaria, è uno specialista nell’uno contro uno e accende la scintilla del rendimento della sua squadra. 

La stella attualmente nelle fila del club francese dell’Angers è stato il capocannoniere del Marocco nella scorsa Coppa d’Africa realizzando 3 reti. Ultimamente sta avendo un ruolo sempre più importante, ed è improbabile che il selezionatore ne possa fare a meno. Regragui riconosce che è un giocatore che può inventare la giocata dal nulla. 

Boufal, un giocatore veloce, abile e intelligente, sarebbe il compagno d’attacco perfetto per qualsiasi punta, si tratti di Youssef En Nesyri, Ayoub El Kaabi, Walid Cheddira o Abderrazak Hamdallah.

I CONVOCATI
Portieri: Bounou (Siviglia), El Kajoui (Hatayspor), Tagnaouti (Wydad Casablanca).

Difensori: Aguerd (West Ham), Attiatallah (Raja Casablanca), Benoun (Qatar SC), Dari (Brest), Hakimi (PSG), Mazraoui (Bayern Monaco), Saiss (Besiktas), Yamid (Real Valladolid).

Centrocampisti: Amallah (Standard Liegi), Amrabat (Fiorentina), Chair (QPR), El Khannouss (Genk), Jabrane (Wydad Casablanca), Ounahi (Angers), Sabiri (Sampdoria).

Attaccanti: Aboukhlal (Tolosa), Boufal (Angers), Cheddira (Bari), En-Nesyri (Siviglia), Ezzalzouli (Osasuna), Hamdallah (Al-Ittihad), Ziyech (Chelsea).

PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3): Bono; Hakimi, Saiss, Aguerd, Mazraoui; Amallah, Amrabat, Chair; Ziyech, En-Nesyri, Boufal.

CROAZIA

Una generazione di talenti straordinaria pronta a rappresentare nuovamente la propria nazione, provando a regalare al popolo croato almeno le stesse emozioni di Russia 2018.

Una generazione di talenti straordinaria pronta a rappresentare nuovamente la propria nazione, provando a regalare al popolo croato almeno le stesse emozioni di Russia 2018 – magari con un finale diverso. Questo è l’obiettivo della Croazia per i prossimi Mondiali in Qatar: dopo la finale raggiunta nella scorsa edizione della Coppa del Mondo, i balcanici proveranno a costruire ancora una volta qualcosa di importante, consapevoli della straordinaria qualità su cui Dalic potrà contare. 

Gli ultimi risultati della nazionale croata hanno dato grandi speranze ai tifosi: con la vittoria contro l’Austria nell’ultimo turno giocato in Nations League, infatti, la Croazia ha conquistato l’accesso alle Final Four della competizione, insieme a Italia, Spagna e Olanda. Un risultato importante per la squadra di Dalic che è intenzionata ad approfittare di un momento storico particolarmente positivo dal punto di vista tecnico. 

Giocatori come Luka Modric, Ivan Perisic, Marcelo Brozovic, Ivan Rakitic, Dejan Lovren e tanti altri, non capitano sempre e poter contare sul loro apporto, tutti insieme, è sicuramente un’arma in più per una nazionale che negli ultimi anni sta davvero prendendosi la scena internazionale. 

La Croazia dovrà vedersela con degli avversari molto difficili nel Gruppo F della fase finale della Coppa del Mondo: Modric e compagni dovranno affrontare il Belgio, una delle candidate alla vittoria e una squadra che, come la Croazia, ha intenzione di tirare fuori il meglio da una generazione d’oro (quasi irripetibile); insieme ai “diavoli rossi”, la squadra di Dalic dovrà vedersela con Canada e Marocco, due squadre molto insidiose e pericolose per il cammino ai Mondiali dei croati. 

L’approccio e le tattiche di Dalic

Se c’è una certezza, oltre Luka Modric, nella nazionale di Zlatko Dalic è il modulo che ha fatto le fortune croate degli ultimi anni: il 4-3-3 scelto dall’allenatore ha portato risultati positivi e probabilmente Dalic continuerà ad insistere sugli schemi tattici utilizzati finora per un gioco molto offensivo e votato all’attacco. Dal 2017 ad oggi l’allenatore nato a Livno, il 26 ottobre del ’66, ha vestito i panni di CT della Croazia per 62 partite, conquistando ben 31 vittorie, 14 pareggi e 17 sconfitte.

Dominik Livakovic è il portiere che ha giocato di più rispetto a Ivo Grbic e Ivica Ivusic. Il giocatore della Dinamo Zagabria potrebbe essere quello che verrà preferito da Dalic, probabilmente per la sua continuità tra i pali anche nei club, visto che Grbic, soprattutto, tornato all’Atletico Madrid dopo aver giocato al Lille nella passata stagione, sta trovando poco spazio e la lontananza dal campo potrebbe essere decisiva in negativo per lui.

In difesa Dejan Lovren è decisamente il giocatore con più esperienza e probabilmente a lui sarà affidata la guida del reparto difensivo, forte del suo passato ma anche delle recenti prestazioni con lo Zenit. Tra quelli più utilizzati nell’ultimo periodo ci sono anche il difensore centrale del Lipsia Josko Gvardiol, una delle promesse di questa nazionale, e Josip Stanisic, esterno basso del Bayern Monaco. 

Il centrocampo è decisamente il reparto migliore della Croazia, quello in cui Dalic ha sicuramente più scelta e più qualità, basta pensare ai giocatori citati in precedenza: Luka Modric, Marcelo Brozovic, ma anche Mateo Kovacic e Mario Pasalic. Esperienza e qualità che messe a disposizione dell’allenatore croato, proveranno a dare una marcia in più alla Croazia ai prossimi Mondiali.

Ivan Perisic lo consideriamo tra gli attaccanti, visto che in nazionale viene impiegato come esterno offensivo a sinistra: di sicuro, lui è un altro dei giocatori principali su cui Dalic farà affidamento per il cammino nella prossima Coppa del Mondo. Ma non c’è solo lui a dare qualità alla fase offensiva: Andrej Kramaric, Lovro Majer, Nikola Vlasic e chi più ne ha più ne metta. 

Il giocatore-chiave: Luka Modric

L’abbiamo detto più volte e lo ribadiamo, anche perché non si può fare altrimenti: seppur essendo un gruppo molto forte e unito, c’è un giocatore su tutti che spicca nella nazionale croata ed è senza dubbi Luka Modric.

Il motivo? Senza andare a controllare i titoli vinti dal centrocampista con la maglia del Real Madrid, basta pensare al fatto che Modric è stato premiato come miglior giocatore FIFA del 2018 e in quell’occasione disse: “Sono orgoglioso, è una notte speciale per me, uno dei momenti più belli della mia carriera. Non c’è prezzo per la riconoscenza che le persone mi hanno riservato, specialmente quelle che mi stanno più vicine e mi vogliono bene. Questo traguardo è anche per il popolo croato che ci ha sostenuto dal primo momento ai Mondiali in Russia”.

Una stella che ha avuto una storia davvero particolare, condizionata dal periodo storico che l’Europa dell’Est ha attraversato quando Luka era piccolo. E dalle difficoltà, tuttavia, Modric ha preso il meglio, crescendo con dei valori che lo hanno portato a diventare un giocatore straordinario, dentro e fuori dal campo e non solo col pallone tra i piedi. Il talento innato, poi, lo ha aiutato a diventare uno dei migliori della storia del calcio e l’obiettivo è quello di confermare tutto ciò anche ai prossimi Mondiali in Qatar.

Da tenere d’occhio: Josko Gvardiol

Josko Gvardiol potrebbe essere una delle sorprese tra i calciatori più giovani della prossima Coppa del Mondo. Difensore centrale dotato di ottime qualità tecniche e molto bravo nella marcatura. Insomma, le caratteristiche ideali per un difensore moderno. Da molti è ritenuto uno dei talenti più promettenti del calcio futuro e chissà che non utilizzi i Mondiali per mettersi ulteriormente in mostra.

Gvardiol sta già facendo benissimo al Lipsia, dove è arrivato nel 2021 dopo essere cresciuto nel settore giovanile della Dinamo Zagabria e aver esordito in prima squadra nel 2019. Con i Roten Bullen, poi, il difensore centrale ha iniziato a dare continuità a quanto di buono si era già visto in Croazia. Un giocatore che ha già attirato su di sé gli occhi dei più grandi club del mondo, pronti a strapparlo al Lipsia nelle prossime finestre di mercato. 

I CONVOCATI
Portieri: Livakovic (Dinamo Zagabria), Ivusic (Osijek), Grbic (Atletico Madrid).

Difensori: Vida (AEK), Lovren (Zenit), Barisic (Rangers), Juranovic (Celtic), Gvardiol (Lipsia), Sosa (Stoccarda), Stanisic (Bayern), Erlic (Sassuolo), J. Sutalo (Dinamo).

Centrocampisti: Modric (Real Madrid), Kovacic (Chelsea), Brozovic (Inter), Pasalic (Atalanta), Vlasic (Torino), Majer (Rennes), Jakic (Eintracht), Sucic (Salisburgo).

Attaccanti: Perisic (Tottenham), Kramaric (Hoffenheim), Petkovic (Dinamo Zagabria), Orsic (Dinamo Zagabria), Budimir (Osasuna), Livaja (Hajduk).

PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3): Livakovic; Juranovic, Lovren, Gvardiol, Sosa; Modric, Brozovic, Kovacic, Pasalic, Kramaric, Perisic.