Brienza e Pietragalla possono dare un primo verdetto
Non siamo nemmeno a un terzo di stagione eppure Brienza e Pietragalla possono essere considerate due avversarie decisive per stabilire quali saranno le ambizioni delle nostre compagini in Eccellenza e Promozione.
COME GIOCA IL BRIENZA: 4-4-2 (Di Vincenzo; Margherita, Casella, Votta, Caramuta; Laurita, Uva, Isoldi, Vaccaro; Brogna, Coiro)
In carica da 3 stagioni, Giuseppe Bardi, allenatore in possesso del patentino UEFA per allenare nei professionisti, è uno degli allenatori più rinomati della regione Basilicata, un profilo di comprovata esperienza nel calcio lucano, con innumerevoli panchine tra serie D, Eccellenza e Promozione, tra cui ricordiamo le varie esperienze a Francavilla, Genzano, Palazzo San Gervasio e Picerno Primavera. Dopo una stagione dove la salvezza è giunta solo ai playout, il Brienza quest’anno sembra riconfermare i problemi avuti nell’ultima annata, con in più la cessione di alcuni elementi importanti della scorsa stagione come Falanga, Milano e Martoccia. La principale novità è in attacco con l’arrivo di Coiro a sostegno di Brogna ma, considerando le cessioni pesanti elencate, sembra essere troppo poco per puntare a una salvezza senza passare dall’incubo dei playout. Il Brienza è una squadra che comunque sa dimostrarsi sempre solida, eretta da un grande portiere come Giovanni Di Vincenzo che garantisce di mantenere i gol subiti ad uno standard in linea con la media del campionato. Quello che sta peccando al Brienza è la produzione offensiva, con soli 2 gol fatti da inizio campionato, evidenziando maggiormente le difficoltà della squadra burgentina di rendersi pericolosa là davanti.
COME GIOCA IL PIETRAGALLA: 4-3-3 (Iacovera; Lapenna, Maiorino, Pellegrino, Calocero; Collins, Pietragalla, Minutiello; D’Andrea, D’amico, Di Nella)
Il Pietragalla si presenta ai nastri di partenza come una delle migliori squadre del campionato di Promozione. E’ una squadra molto forte tecnicamente e dotata di un enorme babaglio di esperienza, basti pensare ai curriculum dei vari D’Amico, Pietragalla, Maiorino, Pellegrino, Minutiello, passando anche per Di Nella, Collins e Larotonda. Il Pietragalla è una squadra che cerca di prendere in mano sempre le redini del gioco, sviluppando la manovra principalmente con Maiorino ed il centrocampista Luigi Pietragalla, vero metronomo della squadra sostenuto dalle due mezz’ali molto mobili Collins e Minutiello che in base alla pressione avversaria possono scendere per dare una mano in costruzione o fissare la profondità della squadra avversaria occupando la zona di rifinitura. I tre attaccanti sono molto mobili, con D’Andrea che va molto sulla profondità, D’amico che ha il compito di fare da sponda e Di Nella che invece sfrutta la sua abilità nell’1vs 1 per muoversi a tutto campo.
Il Pietragalla quando attacca è una squadra che sa sfruttare gli spazi e arriva alla conclusione, oltre che con gli attaccanti anche con i centrocampisti al ridosso dell’area di rigore verticalizzando tantissimo il gioco non appena viene recuperato il pallone. Tanti sono i concetti di gioco interessanti espressi dalla squadra biancoblù, che quest’anno ha grandi ambizioni e voglia di rivalsa dopo aver sfiorato i playoff la passata stagione. Quello che mi piace evidenziare maggiormente però, è la cura in fase di pressing, effettuato in maniera tale da garantire equilibrio, cercando di attaccare ma stando attenti alle caratteristiche degli avversari. Tendenzialmente, il Pietragalla concede l’inizio azione agli avversari per poi uscire successivamente in pressione cercando di oscurare le giocate centrali e indirizzando verso l’esterno con l’obbiettivo di chiudere gli avversari su un lato per obbligarli ad un retropassaggio o ad un lancio lungo con le mezzali che attuano un pressing a uomo su lato palla con palla esterna ed esterno opposto che si lega con il centrocampo per coprire un eventuale cambio gioco. In fase difensiva principalmente, invece si nota spesso come su situazione di palla centrale, la linea difensiva difende a uomo nella zona sfruttando l’abilità di Marino nel rompere la linea per andare in marcatura forte sugli attaccanti avversari mentre se la palla sfocia per vie esterne la squadra difende con una diagonale difensiva lunga con il terzino che esce forte sul portatore di palla mentre i due difensori centrali e il terzino opposto convergono verso il centro per coprire la porta.
