Analizziamo i playout: Nocerina – Francavilla e Gravina – Molfetta

Andiamo a conoscere come giocano le squadre coinvolte domani negli spareggi playout valevoli per la permanenza in Serie D e quali sono gli elementi più importanti delle rose.

NOCERINA – FRANCAVILLA

La squadra campana non è mai riuscita a trovare continuità in questa stagione a causa anche delle vicissitudini societarie che hanno minato la tranquillità dell’ambiente. A metà stagione è avvenuto il cambio di proprietà, che è stato vitale per la salvezza del titolo sportivo del club, dato che in corso ci sono anche alcune vertenze per degli stipendi non pagati. La proprietà americana è durata 5 mesi e ha lasciato il posto a una cordata locale. Soffermandoci prettamente al campo, si nota come la Nocerina sia una squadra molto giovane. Da inizio stagione gli elementi di spicco sono il centrocampista Dario Giacomarro, (per lui un passato anche in serie C) Mansi, Caso Naturale e l’esperto classe ’84 Agostino Garofalo, calciatore dal passato importante in serie B e serie C. Nel mercato invernale la squadra si è rinforzata molto con gli innesti di Vukmanic, Ziello dal Santa Maria Cilento e del centravanti bosniaco classe ’93 Maletic, E’ stato rinforzato anche il pacchetto under con le acquisizioni di due centrocampisti classe 2004: Manuel di Palma dalla Puteolana e Massimiliano Flora dal Napoli, alla prima esperienza con i “grandi”.

Come il Francavilla, la sua rivale di questo spareggio, la Nocerina è passata in questa stagione attraverso tre cambi di guida tecnica che non sono serviti però a far uscire la squadra dalle sabbie mobili dei playout. La Nocerina avrà il vantaggio di giocare in casa, in uno stadio che sa essere caldo e che potrà trascinare i calciatori. I Molossi infatti in casa cambiano decisamente volto rispetto a quando giocano fuori casa, con i calciatori che sembrano più convinti dei propri mezzi rispetto a quanto dimostrano andando in trasferta. Per questo motivo, oltre che per aver a disposizione due risultati a tre per raggiungere l’agognata salvezza, i campani appaiono favoriti rispetto a un Francavilla che proprio fuori casa, si è dimostrata la peggior squadra del campionato, collezionando solamente 7 punti, con due sole vittorie in trasferta contro Gladiator e Lavello. Inoltre, a differenza della squadra campana, il Francavilla, nonostante abbia rinforzato la rosa grazie alle direttive date dall’ex direttore tecnico e ora allenatore Ranko Lazic (figura storica della società lucana con la quale è tesserato dal 2006 salvo alcuni momenti di pausa) sembra avere sul piano qualitativo una rosa inferiore ai campani pur potendo contare su una rosa esperta che con i suoi 25,4 anni di età media è la rosa più “anziana” del campionato alle spalle della Cavese. Il reparto difensivo lucano prevede la presenza di soli over 30 come Raffaele Schiavi, classe ’86, Paride Pinna, classe ’92 e Nicholas Nicolao, classe ’89; il centrocampo è affidato all’esperienza di Rosario Bucolo, mediano classe ’88 e alla qualità del trequartista argentino Ezequiel Melillo e in attacco al sempreverde Angelo Nolè, classe 1984 è stato affiancato il centravanti serbo Marko Rajkovic, anche lui un over 30.

GRAVINA – MOLFETTA

La stagione che sta per volgere al termine non può certo definirsi esaltante per il Gravina. Le aspettative di stagione erano quelle di fare un campionato che potesse portare ad una salvezza tranquilla. La prima parte di stagione è stata molto negativa ed è costata l’esonero al tecnico lucano Antonio Summa, protagonista lo scorso anno di una stagione straordinaria arrivando a ridosso dei playoff in un girone come quello pugliese-campano sempre molto complicato. Al suo posto è arrivato il tecnico barese Raimondo Catalano che ha rinforzato la rosa con gli arrivi del centrocampista Giacomo Zappacosta e del fantasista Martin Tònso. E sono senz’altro loro, oltre all’ala sinistra Anas Kharmoud, gli elementi over più interessanti presenti nella rosa. Pur essendo una squadra compatta, schierata con un 3-5-2 molto solido, il Gravina nel corso di questa stagione ha pagato a caro prezzo la sua sterilità offensiva, dovuta principalmente al fatto che non è stato trovato un sostituto di Modou Diop, autentico mattatore della squadra che lo scorso anno ha sfiorato i playoff. Il Gravina ha infatti terminato il campionato con il peggior attacco del torneo con sole 29 reti realizzate. A certificare inoltre un impostazione di gioco basata principalmente sulla ricerca delle ripartenze veloci è il rendimento esterno dei falchetti murgiani, dove il Gravina ha ottenendo gli stessi punti di quando gioca tra le mura amiche, suddividendo equamente i suoi 36 punti finali. A salvare il Gravina da una stagione difficile, è stata la solidità difensiva, dove con 41 gol subiti, ha fatto peggio solo delle prime 6 classificate di questo girone. A favore dei gialloblù gioca inoltre l’aver in dote un reparto under interessante, con il portiere classe 2002 Mascolo, i difensori Quaranta, Parisi e Pontillo, il centrocampista Bruno e l’ala Intinacelli che possono costituire una buona ossatura sul quale costruire la squadra in vista della prossima stagione, nel caso in cui il club murgiano dovesse giungere alla salvezza nella partita di domani contro il Molfetta.

Derby pugliese che si presenta difficilmente pronosticabile, che non vede una vera e propria favorita, in quanto anche il Molfetta è una squadra costruita sugli stessi principi di gioco e impostazione tattica del Gravina. Il Molfetta versione 2022/2023 si è infatti presentato ai nastri di partenza con un progetto certamente serio, così come la campagna acquisti estiva che aveva portato i biancorossi a godere di un certo status tra gli addetti ai lavori. D’altronde il tesseramento di gente del calibro di Longo, Manzo, Vivacqua e Coratella non poteva far pensare altrimenti. Tuttavia i nomi non fanno i risultati e ben presto la squadra di Renato Bartoli è piombata in un pozzo senza fondo disseminando man mano tutte le proprie certezze. A finire sul banco degli imputati è stato proprio lo storico allenatore-manager, esonerato dopo quattro stagioni nella cittadina a nord di Bari. L’arrivo di Francesco Bitetto – unito a quello del nuovo direttore sportivo Riccardo Di Bari – non ha portato però i risultati sperati e dopo solo cinque partite è stato richiamato lo storico tecnico Bartoli, che nella sua seconda parte di stagione ha provato impostazioni tattiche diverse, pur mantenendo fede a quella che è la sua idea di calcio. Bartoli generalmente schiera la squadra con un 3-5-2 o 3-4-1-2, esprimendo un calcio gradevole e veloce. Il grande problema del Molfetta in questa stagione è stata però la continuità e alcuni grossolani errori di tattica individuale da parte dei suoi elementi in rosa. Stagione strana per una rosa che nell’11 titolare può contare su un roster ben allestito e che poteva sicuramente fare di più, ma che evidentemente non ha avuto ricambi all’altezza per sopperire ai diversi infortuni occorsi in stagione. Anche il Molfetta, come il Gravina può contare su un parco under interessante con i vari Romio, Fucci, Stasi, Ciannamea e Cianciaruso che sono stati molto coinvolti nel corso della stagione e che sono calciatori dal sicuro avvenire. Importante inoltre il reparto offensivo a disposizione del tecnico Bartoli con Coratella e Kordic, supportati da Vivacqua, che rappresentano un trio d’attacco di ottimo livello tecnico per il campionato di serie D.